Un post per Maddie

Maddie's eyes 

Ho ricevuto una mail qualche giorno fa e da allora ho iniziato a pensare a questo post.

Sono stata rapita da dubbi e voglia di trovare le parole più adatte. Ma visto che non ci sono riuscita, scriverò tutto di getto proprio come si confà ai migliori improvvisatori di ogni tempo. 

L’argomento da trattare  non è tra i più semplici ed è senza dubbio doloroso.

 Credo però che i blog rappresentino una risorsa molto importante che dev’essere utilizzata anche per far sentire la propria voce e sottolineare l’importanza di cose che vanno al di là della normale quotidianità e dei piccoli problemi che ci impegnano ogni giorno.

Trattandosi di un blog di notizie, ho ritenuto opportuno dare visibilità ad un fatto che non può essere dimenticato rischiando di finire nell’ombra dell’infinito  flusso di notizie che col tempo restano vittime delle esigenze di spettacolarizzazione e velocizzazione tipiche dei nostri media.

Mi riferisco al caso della piccola Madeleine McCann rapita il 5 maggio scorso dalla sua camera in un complesso turistico di Praia da Luz in Portogallo e mai ritrovata.  

Ha parlato di  questa triste notizia anche Lucia nel suo blog su Sirino.

La polizia portoghese ritiene che la bambina non sia stata rapita da un pedofilo solitario ma da un’organizzazione internazionale.

In questo caso sappiamo bene che ritrovarla sarà molto difficile. Ma credo anche che i genitori della piccola facciano bene a non perdere le speranze. Come potrebbero mai rassegnarsi all’idea di perdere la loro figlia?E come potremmo mai chiedere loro di farlo?

Il Sig. McCann ha aperto un sito internet dove riporta gli aggiornamenti dell’inchiesta e racconta il trascorrere delle giornate che passano cercando di mascherare la tristezza e l’angoscia che non è certo prevista nella vita degli altri due figli piccoli.I genitori di Maddie stanno girando l’Europa in cerca di indizi e di aiuto.

Ma più veloce di loro viaggiano le mail che arrivano nelle poste elettroniche di tutto il mondo.

Questo pomeriggio il Corriere riporta la notizia del Times che ha reso nota una telefonata di un uomo che dice di sapere cosa sia successo alla bambina e chiede di parlare con i genitori.

Sembra che la chiamata provenga da fuori Europa. Quello che possiamo fare noi è solo dare un minimo di visibilità alla vicenda, magari guardarci un po’ intorno e sperare che Maddie torni presto a casa.

Non dobbiamo dimenticare inoltre che ogni anno vengono rapiti centinaia di bambini. Senza contare quelli che vengono maltrattati o abbandonati. 

Stamattina ho visto su ‘Leggo’ una breve che parla di un babbo che si divertiva a procurare fratture al figlio neonato. E’ stato arrestato ma credo che mai nessuna pena sarà adeguata.Non c’è davvero più limite alla decenza.Il mio appello è: non perdete tempo in lunghi e costosi processi.

Fate giudicare queste persone dalla gente e forse allora giustizia sarà fatta.

         Maddie's eyes                

   

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3 Responses to “Un post per Maddie”


  1. 1 Francesca giugno 9, 2007 alle 8:03 pm

    Sono d’accordissimo su tutto ciò che hai detto.Anche io ho sentito purtroppo di quel padre che maltrattava il figlio…pare che abbia anche un figlio di 2 anni che ha passato lo stesso iter.
    Solo una cosa non mi convince:
    “Fate giudicare queste persone dalla gente e forse allora giustizia sarà fatta”
    Purtroppo queste cose esistono da sempre…la tv e le tecnologie danno solo rilevanza in modo diverso ai fatti…non sono d’accordo con la pubblica gogna, non è questo il ruolo dei media…lasciamo che sia la giustizia a giudicare, non le persone comuni…anche se si tratta di cose atroci.
    Per il resto speriamo che venga ritrovata al più presto!

  2. 2 sara giugno 9, 2007 alle 8:38 pm

    Hai ragione. 😀 Ma la mia era una provocazione bella e buona. 😉 troppo spesso i lunghissimi tempi e le assurde attenuanti proposte dalla giustizia, lasciano cadere palesi e disumane accuse.
    La gente non deve e non si può sostituire giuridicamente alla giustizia, ma l’opinione pubblica ha il suo peso e si fa sentire anche attraverso i media che devono pur rispettare un equo pluralismo di visibilità.
    Ammetto di non avere idea su quale sarebbe la giusta pena da dare in questo e il molti altri casi. Per fortuna che non sono un magistrato! 😉

  3. 3 simone giugno 11, 2007 alle 8:29 am

    E’ straziante la storia di Maddie..a volte non ce la faccio nemmeno a vedere i servizi sui tg con le lacrime dei genitori..penso che l’ incubo che stanno vivendo sia inimmaginabile..per non parlare poi della piccola, che fine ha fatto? o forse lo sappiamo ma non vogliamo nemmeno pensarci..mantenere alta l’ attenzione é fondamentale.


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