Il Sindaco di Figline sulla polemica per le Lambruschini

E’ ferma la posizione del Sindaco di Figline Valdarno, Riccardo Nocentini, a proposito della polemica che Vittorio Sgarbi ha lanciato dalle pagine del Corriere della Sera sulla ristrutturazione delle ex scuole Lambruschini. Chi ha informato male Sgarbi? Chi gli ha chiesto di parlare di un progetto che nemmeno conosce? 

“Prima – dice il Sindaco – c’è stato il tentativo di bloccare, tramite la Sovrintendenza, 4 milioni di euro di investimenti (per viabilità e fognature) su via Bianca Pampaloni perché i lavori portavano all’abbattimento di alcuni tigli, adesso il tentativo di infangare, tramite l’intervento di Vittorio Sgarbi, i lavori di ristrutturazione e ampliamento delle ex scuole Lambruschini.Chi c’è dietro queste azioni? Sono legate? Io credo di sì”.

Ma se davvero la regia di questi interventi è unica, cosa risponde Nocentini?

“Invito chi si sta muovendo nell’ombra ad uscire allo scoperto, a fare politica a viso aperto, a non nascondersi nei salotti o nelle colline senza aver nessun rapporto con il territorio. Spiegate se la vostra è una battaglia contro l’Amministrazione che io rappresento, oppure se è una battaglia contro tutto il comune di Figline, contro il suo cambiamento e miglioramento, perché non riuscite ad accettare che sia diverso da come voi l’avete visto da bambini. Purtroppo il mondo odierno non assomiglia al vostro Libro Cuore. Io credo che un’Amministrazione debba governare lo sviluppo del territorio e occuparsi della qualità della vita dei cittadini, valorizzando la propria storia, ma guardando al futuro”. 

“Fortunatamente -continua il Sindaco – con il buon senso e l’impegno di tutti gli enti coinvolti, i lavori su via Bianca Pampaloni ripartiranno; il Comune ha rivisto il tracciato della fognatura insieme a Publiacqua e lavorato in stretta collaborazione con la Provincia per i lavori della rotonda”. 

“Per quanto riguarda le scuole Lambruschini, da più di 20 anni erano abbandonate e nell’ultimo periodo era iniziato a cadere anche il tetto. L’alternativa era abbatterlo, venderlo a privati per appartamenti, oppure farne un grande intervento pubblico di sviluppo del territorio e di miglioramento dei servizi per i cittadini.

Abbiamo scelto quest’ultima strada e abbiamo previsto di creare una grande biblioteca multifunzionale, l’archivio post-unitario e una sede museale e, al primo piano, il trasferimento degli uffici del Comune. Abbiamo fatto il progetto insieme allo studio Archea di cui fanno parte formidabili architetti di livello internazionale come Giovanni Polazzi e Marco Casamonti; il progetto è stato premiato con un finanaziemento molto cospicuo da parte della Regione (3 milioni di euro) e ha avuto due pareri favorevoli da parte della sovrintendenza.

E’ un intervento che non abbatte le vecchie scuole Lambruschini, ma le trasforma in maniera innovativa, restaurando gli interni e la facciata che dà su via Fabbrini.Valorizzerà in modo particolare la parte a sud del nostro centro storico, quella che è stata più trascurata negli ultimi decenni.

Sarà motivo di orgoglio per i figlinesi e un nuovo simbolo dell’identità del nostro territorio. Ad ogni modo tra pochi giorni ci sarà la presentazione pubblica del progetto, per cui tutti i cittadini potranno farsi una loro idea.”

 

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2 Responses to “Il Sindaco di Figline sulla polemica per le Lambruschini”


  1. 1 Maria Elena Angeli marzo 12, 2009 alle 9:10 am

    Appoggio in pieno il sindaco Riccardo Noventini in quanto ritengo che oggi Figline è convolto i due opere di riqualificazione veramente importanti. E’ doveroso per un sindaco gestire lo sviluppo, tutelando certamente la ricchezza storica del Paese, ma è anche necessario non rimanere imprigionati nella memoria, dobbiamo andare avanti. A maggior ragione, mi risulta che le scuole Lambruschini non vengano demolite…ma anzi è stato trovato un modo per “riviverle” in una chiave di sostenibilità urbanistica moderna.
    A mio avviso, negli ultimi 20 anni, lasciando abbandonato a se stesso l’edificio delle Lambruschini, non si è tutelata e rispettata la sua storia. Invece adesso, con un progetto che vuole renderlo di nuovo VIVO ed FUNZIONALE per il paese, si registra una volontà di tutelare la storia integrandola con lo sviluppo del paese.

  2. 2 Giulio Pascali maggio 5, 2010 alle 7:20 pm

    appoggio totale al sindaco da parte degli amanti dello sviluppo e della modernità
    non è che qualsiasi cosa sia stata fatta “in stile” debba necessariamente essere considerata un bene da tutelare!!!!
    nel caso specifico un fabbricato dei primi del 900, caspita un ritrovato archeologico!!!
    eppoi intitolato ad un famoso educatore? ma il titolo di un istituto cosa c’entra con la sua forma architettonica
    allora se la mia casa la intitolo ad Omero posso fare come cavolo mi pare?

    NB – Striscia la notizia indecente!!!!
    dove era la notizia se non nel parere personale di Sgarbi?
    smettiamola di associare la modernità con gli ecomosotri
    quelli veri, di ecomostri sono quelli costruiti in assenza di regole e abusivamente e comunque privi di volntà di affermare una identità culturale forte e contemporanea


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